Voce del verbo Odiare

Ti odio… Odio tutto di te…

Odio il modo in cui fai sempre la cosa giusta quando sai di aver sbagliato, pure in maniera silenziosa, odio quando puntualmente fai ciò che farei io, odio il tuo profumo perché lo sento ovunque, odio perfino il tuo nome perché il mondo sembra chiamarsi così, e pensare che da bambina era il mio nome preferito…

Odio il modo in cui mi guardi perché vorrei i tuoi occhi puntati sempre su di me, odio quando mi fai capire il mio posto solo con lo sguardo che poi cambi per ricordarmi che ti appartengo, odio quando per non farmi intendere che mi spoglieresti con gli occhi eviti di guardarmi, odio quando non lo fai, ma forse ancor di più quando lo fai perché in quella profondità misteriosa finisco sempre col perdermi. Odio quando osservi mordermi il labbro inferiore e poi distogli lo sguardo perché sai che ti sto provocando. Odio quando ti parlo del sentimento che provo e tu schivi i miei occhi ricolmi di lacrime, perché vederli fa odiare te stesso, perché davanti a quelle gocce l’unica arma che hai è il silenzio, un silenzio che non sai mantenere e che ti porta a gridare, per poi andare. Ti odio perché so che mi osservi dallo specchietto dell’auto ancora in piedi e con lo sguardo lucido, mentre non riesci a guardarti perché sai che poi ti penti. Odio quando ti emozioni, pieghi lievemente le tue sopracciglia ed i tuoi occhi si stringono teneri perché davanti a quell’espressione io so soltanto commuovermi. Odio quando si inarcano in senso di rabbia perché in quel caso so che ben presto urlerai, e mi diventa inevitabile piangere, non per l’ira che manifesti, ma bensì perché vorrei raccogliere tutta quella rabbia e trasformarla in gioia, così il tuo sguardo tornerebbe ad essere tenero.

Odio la tua bocca, semplicemente disegnata, Dio ne ha fatto un capolavoro, nessun pittore sarebbe in grado di riprodurla. La odio per quando cominci ad arrabbiarti per qualcosa e la rendi più sottile, la odio per quando le tue labbra diventano ancora più carnose e desiderose di avermi, l’ho odiata per tutte quelle volte che mi hai urlato e che le tue parole stonate mi hanno fatto prendere a pugni l’anima lasciandomi da sola a piangere. La odio quando mi definisci “rompicoglioni” e che il mio tempo di ripresa dura solo due secondi, perché poi torno ad esserlo. Odio la tua bocca per ogni volta che si apre perché spero emetta parole dolci, odio il suono della tua voce “calante” perché risuona nella mia mente come musica e raggiunge il mio essere, odio sentirla muoversi in versi funesti di possesso, il mio Io si agita di desiderio mescolando il sangue nelle mie vene. Odio il tuo notare i miei difetti e non aver timore di dirli, ma quella tua stessa bocca poi mi lascia un bacio delicato sulla pelle e sembra dire altro, odio desiderarla sulle mie labbra per ripetute volte senza saziarmi mai, odio avere sete di te…

Odio il tuo tocco, impercettibile, per lo più assente, ma quando decidi di avermi, di rendermi tua, possiedi in maniera travolgente ogni singolo centimetro del mio corpo quel tanto da renderlo impenetrabile per chiunque altro, quel tanto da essere solo di tua proprietà ed io non ne ho mai abbastanza…

Mai abbastanza di te… Di far parte di te… Di essere in te sentendoti in me… Dentro di me…

Odio le tue mani quando si aprono sul volante mentre sterzi, così grandi, forti, possenti, mi fanno sentire al sicuro, che si saranno intrecciate tra i miei capelli una sola volta, ma se un uomo prova a sfiorarmi il collo io mi ritraggo indietro, odio quel sognarle accarezzare la mia pancia perché è da lì che parte ogni mia emozione verso te, dal ventre, dal fulcro di un corpo, diramandosi come rami di un albero nel cuore e nella mente…mente che non mente per quando ti sogno, ma che si diverte a creare immagini di te, di noi… odio sognarti, perché neanche lì trovo pace, ma è allo stesso tempo bellissimo perché ti ritrovo in tutto quello che sei.

Odio riconoscerti in un sorriso spensierato, in un colore raro da trovare in natura, ma di quel fucsia all’improvviso la Terra ne sembra invasa. Odio decidere di allontanarmi e non riuscirci mai, c’è sempre qualcosa che mi riporta sui i miei passi. Odio sentire il bisogno delle tue braccia che per me sono casa, odio necessitare della tua protezione che per me è rifugio. Odio ogni tua singola cicatrice, soprattutto una che non finirei mai di assaporare, da lei, da quel sottile tratto io percepisco lo scorrere del tuo sangue, la purezza del tuo cuore. Odio di te quando tamburelli con le dita sul tavolo e giochi con la buccia di un arancia o con il cucchiaino rimescoli più volte lo zucchero nel tuo caffè, sono segni evidenti che ti stai innervosendo ed io… io odio pure quello, perché aspetto di vedere quella tua buffa linea che si forma sulla tua fronte quando ti arrabbi e così mi diverto a farti alterare fino al limite, finché non la riconosco nascere, nascere come ho odiato nascere il nostro cercarsi, ma non trovarsi, trovarsi, ma ostinarsi a non capirsi fin dall’inizio solo per avere la meglio l’uno sull’altra. Odio il nostro sfidarsi, per poi cedere, quel tenersi testa per poi sentirsi gradevolmente vinti.

Ho odiato i nostri sguardi rubati, i nostri baci segreti e quel tormentarsi per provocarsi, quel fare docce fredde per placare la nostra voglia, quel volersi, ma non dirselo, non ce n’è mai stato bisogno, si respirava nell’aria… Odio quel lasciarci completi a metà e richiedere ancora di noi, trasudanti di passione, quell’immaginare la descrizione perfetta del tuo soffio sulla mia pelle liscia salire dalla caviglia, all’ombelico, al seno… Odio essere impegnata e puntualmente piacevolmente distratta da un tuo pensiero, perché compare qualcosa che mi ricorda te, e meno ti voglio più ti cerco, meno ti cerco più ti voglio, meno ti ricordo più ci sei, meno ci sei più ti ricordo, odio tutta questa confusione che mi sconvolge, tutto questo essere fuori dalle regole privo di ogni schema, quel qualcosa che nasce, cresce, all’improvviso si blocca, esplode, travolge, si calma e poi riparte… è come un mare in tempesta… semplicemente senza controllo.

Odio che fra tutti i cibi quello che meno preferisci è anche il mio, odio che ti alteri che sembra distruggersi il mondo in un secondo, ma poi ti passa, perché l’odio non è parte di te, come me ti scaldi, ma poi ti raffreddi, prendi le distanze per poi tornare, qualcosa dentro ti suggerisce di farlo e diventa inevitabile obbedire. Odio fare la spesa al supermercato essere al banco dei surgelati e trovare la tua pizza preferita, vegetariana, perché magari pensi che sia più leggera, inevitabilmente sorrido e non posso ritrarmi dalla tentazione di prenderla, con cura riporla in freezer e come lei mantenermi integra in attesa del tuo ritorno. Odio aspettare ogni sera la tua buona notte e la mattina il tuo buon giorno che a volte non arrivano mai. Odio quando mi manchi per più di un secondo e non posso fare a meno di scriverti. Odio essere stanca e comunque non voler dormire per continuare ad immaginarti… immaginare la tua barba… quanto la odio… se la ricordo ne avverto ancora il pizzicore sulla pelle… di After Shave la ricoprirei… così, la renderei più morbida, addolcirei la tua corteccia esterna… un po’ come mi diverto a fare con i tuoi gomiti massaggiandoli con la nostra crema corpo Patchouli Lavanda e Vaniglia… fu lei l’artefice della nostra unione più bella, da quel momento la sua fragranza afrodisiaca non ci ha più abbandonato.

Ti odio per ogni volta che per me è un giorno importante, un momento importante e tu ci sei, per ogni volta che cado e tu mi rialzi, mi ferisco e tu mi guarisci, ho paura e tu mi proteggi, ti odio perché comunque ci sei sempre, nonostante i tuoi mille impegni avverti quel senso di responsabilità che ti conduce a prenderti cura di me, io so che ci sei anche quando non ci sei, è come se ti avvertissi, come se non potessi allontanarmi oltre il tuo raggio. Ti odio perché sei l’unica persona al mondo a cui concedo di vedermi fragile e che mi concede la possibilità di esserlo. Ed è così, io mi faccio piccola, piccola e tu mi tieni stretta tra le tue mani, contenuta al loro interno per timore che io scivoli via ed adoro vivere in quella sensazione di assoluto benessere. Ti odio per tutti i complimenti che dimentichi di farmi, e per tutti quelli che io non riesco a vedere, la tua segreta timidezza ti blocca, il mio continuo cercarti non mi fa ragionare. Ti odio perché mi sai comprendere come nessun altro, ti odio perché mi fai scrivere messaggi interminabili per ore ed ore ed ore finché non mi fa male la mano ed il cellulare si spegne, tu ti diverti a non rispondere, o forse non rispondi proprio perché ti piace leggere tutto ciò che ti scrivo, poi mi blocchi, dopo un po’ ti rendi conto di aver esagerato con i toni, ma non sai come chiedere scusa, quale sia il modo migliore per farlo, ed ecco che per te sapere di farmi soffrire torna a farti soffrire, così torni al punto di partenza, facendo la cosa giusta quando sai di aver sbagliato.

Odio discutere e fare pace continuamente, ripetendoci che è inutile. Ti odio perché sai perfettamente che il nostro litigare è tutto tempo perso, perché allontanarmi non ti riesce proprio eppure ti ostini a farlo, il nostro sarà sempre uno scambio equo di forza e coraggio, entrambi sappiamo che probabilmente non finirà mai, e forse ci va bene così. Tu Superman, io la tua Wonder Woman.

Ti odio perché quando ci vedremo tu lo sai sempre, ma mi lasci nell’agonia dell’incertezza. Ti odio perché fai sempre scegliere a me il luogo in cui ci incontreremo, ti odio perché non dimentichi mai di riempirmi il bicchiere dell’acqua ogni volta che resta vuoto e perché ti preoccupi di vedermi finire mangiare quando lascio la mia portata sul piatto, poso la forchetta e tu piacevolmente insisti affinché io finisca. Ti odio perché sei l’unico che ha il privilegio di portarmi a cena o a pranzo fuori, fingo di non rendermene conto, ma tu mi sfoggi come un diamante ed io adoro essere bella per te, quel tanto da far provare invidia a tutti quegli uomini che ci osservano, perché fra tanti io ho scelto te. Ti odio per quando mi chiedi di prepararti una delle mie cenette a lume di candela, valorizzi la mia creatività in cucina e manifesti apprezzamenti.

Ti odio perché con te mi sento sicura. Ti odio perché con te riesco a superare le mie paure. Ti odio perché ti lasci sorprendere e perché riesci a sorprendermi. Ti odio perché ti fai trasportare dalle attenzioni del mio essere donna, dalle fantasie del mio essere femmina e dalla dolcezza del mio essere bambina. Ti odio perché mi fai sentire completa, perché mi hai fatta sentire speciale fin dal primo istante. Ti odio perché per me tu eri, sei e sarai l’uomo perfetto che ho sempre visto. Oltre il colore dei tuoi capelli che non ti piacciono più di tanto perché ti fanno dimostrare qualche anno in più, ma in realtà sono segni evidenti delle preoccupazioni e degli sforzi di un uomo che ha sempre contato solo e soltanto sulle sue forze, perché convinto che nessuno potesse capirlo, oltre quella taglia in più che hai, perché il tuo corpo è proporzionato in base alla misura del tuo cuore. Ti odio perché mi fai poggiare su di te ogni volta che ho un problema e da lì non mi alzerei mai. Ti odio perché alla fine realizzi ogni mio desiderio, ogni posto che vorrei vedere, magari non nell’immediato, ma col tempo, tempo che odio perché l’accorcerei per rivederti, esaudisci ogni cosa che vorrei fare, seppur banale a gli occhi del mondo per me è fondamentale, in quanto è l’insieme delle cose semplici che sommate portano alla felicità. Ti odio perché non mi stancherei mai di osservarti. Ed ecco, per tutto questo e molto altro che ancora devo scoprire tu sei voce del verbo odiare e continuerò ad odiarti, perché non mi è concesso di amarti per come io vorrei…

Altrimenti, ti sposerei. Pure adesso mentre stai leggendo e ti chiederei di tornare là, nel tuo luogo natio per cui provi nostalgia, perché pur di vederti felice per te sarei disposta a starti accanto abbandonando ogni cosa, l’importante è che tu non abbandoni me.

kiss sww lunaticreator

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>