The vertical mirror lo specchio del coraggio

 

lunaticreator vertical mirrorEra stato un viaggio lungo, seppur breve, infondo cos’erano cinque ore? Eppure le erano pesate lo stesso, come sempre del resto. Le solite fermate, il solito tragitto, la solita stanchezza interiore, quella stanchezza che le aveva tolto anche l’appetito. Infatti, quella sera non svuotò neanche la valigia, si fece una doccia veloce, e mentre cercava uno dei suoi pigiami intenta solo ad addormentarsi per non pensare, neanche a farlo apposta dal cassetto spuntò il colore verde piombo della sua t-shirt, verde come la speranza di rivederlo, pesante come il piombo per la paura di non rivederlo. Più cercava di dimenticarlo, più accadeva qualcosa che glielo riportava alla mente, le fu inevitabile prenderla, ed indossarla sembrava quasi glielo chiedesse. Portava ancora il suo profumo, avrebbe dormito con solo quella addosso. Lo specchio verticale avanti a lei la mostrava come avvolta dalle sue braccia, quella t-shirt le portava dolci ricordi alla mente, i loro primi incontri, e quanto gliel’aveva chiesta, solo per sentirlo più vicino, fino alla sera in cui si presentò con la t-shirt sulle spalle, quella sua t-shirt da allora solo per lei. Continuava a guardarsi con solo quella indosso, e tutte le preoccupazioni era come se fossero svanite. La copriva quasi fino al fondo schiena ed era come se sentisse accarezzarsi dalle sue mani. Si specchiò più volte, come se stesse provando un capo firmato, e mentre le sue labbra manifestarono un sorriso, le sue guance arrossirono come colta da imbarazzo, come se invece di quello specchio ci fosse lui a guardarla, così, semplicemente attraente, quasi ad augurarle la buona notte.

Sarà stata solo immaginazione, ma quella t-shirt le aveva regalato una notte serena, peccato che non potesse sopprimere la dura realtà che le chiedeva il prezzo di premere sull’acceleratore, quel tempo che odiava quasi quanto il silenzio. Quel tempo segnato dallo scandire dei giorni, giorni che le ricordavano che tutto poteva scadere, che tutto poteva finire. La ricerca incessante di un lavoro che non arrivava le attanagliava la testa, quella paura di non farcela, che la crisi da cui il paese era invaso le avrebbe tolto l’opportunità di continuare a vivere la sua favola, non riuscirci avrebbe voluto dire andarsene ed andarsene avrebbe voluto dire essere costretti a dimenticarsi e lei questo non lo voleva. C’era tutto di lei, tutto di loro in quella casa che li aveva osservati nei loro momenti rubati. Tornare indietro significava darla vinta a chi voleva solo vederla cadere, a chi invidiava la sua tenacia e determinazione nonostante si sentisse sola, nonostante avesse il mondo contro e nonostante quello specchio verticale quella mattina mostrasse la sua angoscia affondare in quella maglia verde, dentro, la sua anima voleva continuare a dimostrare coraggio, continuare a lottare per ciò in cui credeva fermamente. Solo un volto spaccato a metà tra uno sguardo triste ed uno sguardo certo di potercela fare ancora una volta, questa era l’immagine verticale di lei riflessa nel suo specchio.

Le vacanze natalizie erano finite ormai da giorni e mentre la sua vita continuava a stare in stand-by nell’attesa di un lavoro, di una conferma, ogni tanto, anzi spesso, aspettava il suono di un suo messaggio, che non sarebbe mai arrivato se non si fosse mossa lei per prima, ormai è così che si era abituato. “Segui l’istinto” ripeteva a se stessa, e così gli scrisse di passare per un caffè, ma la risposta già la conosceva… una riunione, un’assemblea, un qualunque impegno lavorativo o semplicemente la mancanza di tempo che lo portava lontano da lei, quel tempo che tornava a farsi sentire come il suo nemico peggiore, quel tempo che le rubava tempo. Risposta scontata, infatti non sarebbe riuscito. Presa dallo sconforto si sdraiò sul divano, mentre quello specchio rifletteva solo l’ombra dei suoi piedi, cupa, come in quel momento era tornato ad essere il suo animo. Possibile che lui avesse così tanta influenza da poter quasi governare la sua anima? Eppure sembrava essere proprio così e sembrava esserlo da più di un anno ormai… tra i tormenti si chiusero i suoi occhi, ed in un sospiro si lasciò cullare tra le braccia di Morfeo, rassegnata a ciò che le era evidente. Il suo cuore batteva per lui, e nonostante la sua assenza continuava da sempre a sentirlo presente.

Come spesso accade quando la realtà non è come vorremmo è nei sogni che ci rifugiamo auspicando che ci mostrino scene migliori di quelle che stiamo vivendo, nella speranza che ci vedano protagonisti di una vita dai colori che noi scegliamo e non da quelli che ci impone, così era anche per lei, lei che al suo risveglio venne colta da stupore, meraviglia, come se il suo sogno stesse continuando, lui le aveva scritto. Voleva vederla e non per un semplice caffè, ma per una cena insieme. «Se è un sogno non svegliatemi» questo disse a gran voce, a chi poi, se non c’era nessuno… si diede un pizzicotto e faceva male, era la prova che non stava sognando, o che ciò che sognava continuava in realtà. Le bastava così poco per farla stare bene, e chi l’avrebbe mai detto che un giorno il minimo l’avrebbe fatta sentire al massimo. Quello specchio verticale la raffigurava felice, nient’altro che questo. I suoi capelli assumevano la piega giusta, l’iride dei suoi occhi era più splendente ed il suo viso era più radioso. Era tornata da un giorno e come sempre, per ogni volta che rientrava lui si preoccupava di vedere come stava. Sui suoi tacchi neri, i suoi pantaloni attillati e la sua maglia dalla fine scollatura lo specchio avanti a sé la mostrava sicura, attraente, serena così come se il suo corpo mostrasse la sua anima. Lei sorrideva, il suo specchio le sorrideva, mentre lui l’attendeva nella sua monovolume.

4 thoughts on “The vertical mirror lo specchio del coraggio

  • 17 gennaio 2015 at 13:49
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    Non so cosa dire, questa storia, mi sta lasciando senza parole. Una cosa che posso dire con sicurezza è che questa storia diciamo che è STUPENDA!!! non vedo l’ora di leggere tutti i capitoli che hai postato, ho delle domande che vorrei farti, farai solo questa storia oppure ne farai delle altre? E tu hai wattpad? Se si mi dici come ti chiami così magari se hai delle storie lì le leggerei più che volentieri :)

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    • 17 gennaio 2015 at 16:13
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      Si, sarebbe un bella idea, magari potresti anche mettere il link del tuo blog così la gente può leggerli anche qua. I commenti servono sempre, anche se alcuni brutti, ti danno una idea di come farlo, comunque questo libro è difficile che venga commentato male perché oltre ad essere scritto magnificamente non è neanche troppo complesso e si può capire

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      • 17 gennaio 2015 at 16:34
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        Si, quando si scrive un libro bisogna immaginarsi nel lettore, cosa potrebbe piacere e cosa no. Sono molto contenta di poter parlare con qualcuno su questi argomenti perché diciamo che tutti quelli che conosco non amano propri leggere, o semplicemente aprire un blog per scrivere un libro

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  • 18 gennaio 2015 at 23:36
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    Complimenti per la storia.. Devo dire che un pó, in alcuni “sbalzi umorali”, mi sono rivista!! Puoi essere solo fiera del tuo lavoro!

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