Mia mamma

Mia mamma era giovane, era bella e con tanto coraggio, un coraggio silenzioso.

Da piccolissima la vedevo sperare in una famiglia unita, la vedevo sorridere perché felice per l’inizio di una nuova vita, la vedevo sorridere di quella speranza e quelle immagini statiche che chiamiamo fotografie sono la testimonianza dei suoi sorrisi, di quella sua speranza.

Mia mamma era giovane, era bella e con tanto coraggio, un coraggio silenzioso.

Da bambina incominciai a vedere le sue prime difficoltà nell’essere mamma, le sue prime lacrime, le sue prime sofferenze per quella nuova strada che aveva intrapreso, non ne aveva calcolato gli ostacoli. L’ho vista sola e da sola tirarsi su da terra, tornare a credere in ciò che aveva cominciato. Magari non sarebbe stato perfetto, ma aveva deciso di lottare in ciò per cui credeva. Io le tenevo la mano.

Mia mamma era giovane, era bella e con tanto coraggio, un coraggio silenzioso.

Da adolescente non la vedevo molto, avevamo orari diversi, spesso lavorava di notte, quei turni si rubavano la sua buona notte. Per un periodo ha fatto da madre e da padre ed io mi domandavo come facesse a lavorare, cucinare, pulire, stirare, fare la spesa e tutte le altre cose che riusciva a fare in 24 ore, la credevo dotata di poteri magici. Mi mancava parlarle, ma ammiravo i suoi sacrifici e mi ripetevo che io non ce l’avrei mai fatta.

Mia mamma era giovane, era bella e con tanto coraggio, un coraggio silenzioso.

Da ragazzina la vedevo preoccuparsi per noi che cominciavamo a crescere in fretta, ma aveva fiducia. Non sapeva aiutarci nei compiti e probabilmente noi ne sapevamo più di lei, o almeno lo credevamo… era mediatica, pacifista e sapeva regalarci un sorriso, infondo era lei a saperne più di noi.

Mia mamma era giovane, era bella e con tanto coraggio, un coraggio silenzioso.

Da ragazza la vidi triste, io avevo deciso di andarmene. Probabilmente si domandava in cosa avesse sbagliato, forse sentiva di aver fallito nel compito più arduo, quello dell’essere genitore, ma non era così. Io dovevo semplicemente seguire la mia strada proprio come lei aveva seguito la sua. Solo che la mia non era e non è una strada semplice come tante altre…

Da quando ho lasciato casa sono passati sette anni e se ho saputo cavarmela è perché mia mamma mi ha insegnato a rialzarmi per ogni volta che cado, contando in primis sulle mie forze, è perché non mi ha mai viziata, è perché mi ha insegnato a cavarmela da sola e a non chiedere subito aiuto. Prima le rimproveravo il fatto che non venisse alle recite scolastiche, che raramente partecipasse alle feste o che non fosse presente ai colloqui con i professori, poi, ho capito… quel tempo che non impiegava per me in realtà era lo stesso speso a mio favore e delle mie sorelle. Il suo lavoro le rubava tempo, ma era anche quello un tempo dedicato a noi. Fino a ieri le rimproveravo il fatto che non mi avesse mai incoraggiata verso i miei sogni, che non avesse mai capito cosa significhino per me, che non sapesse realmente come sono dentro, o come io mi senta per ogni volta che temo di non potercela fare, poi in poche parole espone il mio mondo ed il mio modo di essere, percorrendo in un minuto con una frase tutto ciò che sono da quando ero piccolissima ad oggi. Ed io che pensavo che non mi avesse mai guardata…

Mia mamma è giovane, è bella ed ha tanto coraggio, un coraggio silenzioso.

Adesso che sono donna io la vedo ancora così, mentre anche da lontano le tengo sempre la mano, perché se cado so che lei c’è. Lei mi ha insegnato quel coraggio silenzioso, il coraggio di andare avanti senza mai voltarsi indietro, accettandosi per ciò che si è e mostrando sempre il meglio di noi stessi. Grazie mamma. Ti voglio bene!

lunaticreator mamma

Mia mamma

 

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