L’abbandono

Avevi promesso che mi saresti stato accanto, avevi promesso che non avresti lasciato la mia mano, avevi promesso che ti saresti preso cura di me per tutto il tempo che sarebbe occorso, avevi promesso che mentre io camminavo tu mi avresti guardato le spalle e che per quando decidevo di correre tu ti saresti preoccupato di non farmi cadere. Avevi promesso che mi avresti incoraggiato nelle mie scelte assurde, quelle che qualunque donna non avrebbe mai affrontato da sola, quelle che ti fanno ribaltare i piani e sconvolgere la vita, quelle che ti portavano a guardarmi e a dirmi che ero diversa, che ero speciale. Avevi promesso che avresti aspettato tutto il tempo che mi occorreva per raggiungere me stessa, prima di raggiungere te, avevi promesso che mi avresti supportato e sopportato adesso che nuovamente la vita mi pone ai margini della mia esistenza. Avevi promesso che saresti stato diverso, che saresti stato speciale anche tu, che non saresti stato la copia di uno dei miei amori passati, che non avresti fatto il loro stesso errore di perdermi.

Lo avevi promesso. Ma lo avevi promesso a me, non a te stesso.

Adesso che i miei giorni sono incerti, che il mio futuro è una macchia di colori che si mescolano e che io scelgo di esserne padrona dandone la forma che voglio, tu non ti senti pronto. La mia tenacia ti spaventa, la mia forza ti fa sentire inferiore e scegli una donna comune rispetto a ciò che sono io. Imprevedibile, testarda, determinata, disposta a tutto pur di essere ascoltata, semplicemente perché so che ho tanto da dire, tutto quello che le persone nascondono a gli occhi, al cuore. Tutto quello che le persone mentono. Proprio come le tue promesse. Che in realtà sono bugie. Mi guardi e disprezzando il mio essere ti volti. Adesso sono io a guardarti le spalle, le spalle del tuo abbandono.

Li definivi coglioni perché non erano stati in grado di starmi accanto e mi pregavi di non catalogarti fra loro, di fermarti se mai ci fossi riuscito anche solo ad avvicinarti al loro basso livello, adesso che ti parlo tu non mi ascolti, ma t’innalzi sopra di me saccente come quei pochi che nella vita puntano ad avere riconoscenza solo perché hanno un titolo in azienda, un ruolo che spesso non indica il loro spessore, ma semplicemente solo il loro conto in banca. Ti ergi e mi ripeti che non sono nessuno e che non lo sarò mai. Ed io ti ho già catalogato fra quei coglioni che disprezzavi tanto.

Dicevi che il taglio più alto di un contante in euro è quello da 500 quello a cui tutti ambiscono e che io ero come quella banconota che tu stringevi forte perché avevi paura che qualcuno potesse portartela via, mentre non ti rendi conto che sei tu a fartela scivolare dalle mani, lasciandola abbandonata per terra. Disprezzi me, i miei sogni e ti unisci a quella schiera di persone che mi prosciuga perfino le ossa per poi calpestarmi senza ritegno, solo perché hanno smesso di sognare.

Adesso che avresti dovuto restare tu fuggi, adesso che avresti dovuto stringermi tu mi allontani. Adesso che avresti dovuto scaldarmi tu mi congeli augurandomi il peggio che la vita possa riservarmi.

Adesso che sono vittima di un sistema assurdo dal quale io ho deciso di emergere, tu ti poni come carnefice. Non credi nelle mie ambizioni, non ti fidi delle mie sensazioni, preferisci vivere una vita facile piuttosto che accompagnare gli ideali di una “pazza”. Preferisci non rischiare, adesso che il rischio si presenta. Preferisci sentenziare piuttosto che incoraggiare. Per te io volo troppo in alto, e non sei disposto a restare a terra attutendo il mio atterraggio qualora dovessi cadere, ne tanto meno a volare con me.broken lunaticreator Per me tu non voli proprio semplicemente perché hai paura. Ma la paura si affronta qualunque essa sia, non si riversa su chi dimostra di non averne cercando di spezzargli le ali. Non sono io le donne che ti hanno ferito o tradito, non sono io che non possiedo parole d’amore, non sono io che miro al tuo denaro, non sono io a servirti un calice amaro. Ma adesso che te ne vai ti chiedo solo di non ritornare perché da sola dovrò ricomporre i pezzi sparsi e dispersi della mia vita, perché da sola mi dovrò rialzare, perché da sola altro non posso fare, se non ricominciare. Ed è il mio battito adesso a volerti abbandonare, per cui, anche se vorrai, non ti voltare.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>