la NOrmalità

Mi hanno sempre dato della “pazza”, da quando cantavo i miei pezzi rap anticonvenzionali sulle basi di musiche classiche, in quei pochi, ma significativi spettacoli della mia piccola città, a quando con in tasca 600 €uro ed una valigia più grande di me, con mille incertezze e zero sicurezze decisi di rischiare il tutto per tutto per inseguire il mio sogno. Ero semplicemente un’adolescente ormai cresciuta che voleva strappare quel lenzuolo che la stava sempre più soffocando, praticamente una ribelle che voleva dare un senso alla propria vita e a quella di chi le stava intorno.

Ho sempre detto NO alla “normalità” , laddove questa volesse significare uniformarsi alla massa. Piuttosto preferivo essere una pecora nera e correre contro corrente finché quel nero non sarebbe stato assorbito completamente dall’arcobaleno di colori che regnavano da sempre dentro di me.

Essere la differenza, in primis per se stessi

questo è quello a cui ho sempre puntato.

La voglia di scrivere di tutto quello che vedevo, sentivo, ma anche di quello che non vedevo e che non sentivo è sempre stato un desiderio irrefrenabile. Confesso che a volte colta dalla stanchezza del peso di lottare da sola mi sono detta: «Ma chi me lo fa fare?!?» ed ho cercato di reprimere ogni stimolo, ma era sempre più forte di me, volente o nolente prima o poi accadeva qualcosa per cui tornare sui miei passi e dimostrarmi nuovamente “diversa” dagli altri. Se la folla stava zitta io ero quella che parlava, se rideva io ero quella che non si vergognava di piangere, e se cercavano di bloccare la mia voce, di certo non potevano fermare i miei pensieri, perché

il pensiero è la più bella arte inespressa

ed il mio trovava sfogo nella scrittura. Così cominciai a sentirmi un’ Ignota Pensante.

Sottolineavo con questa definizione di me stessa il lato più rivoluzionario della mia anima. Non ero nessuno per il 99% della popolazione mondiale o forse anche di più, ma esisteva sempre quell’ 1% per cui valeva la pena continuare a pensare e quindi a creare, a mettere nero su bianco con punte di colore diverso ogni mia idea, con l’obiettivo di sostenere quella piccola fetta scuotendo i loro animi e di renderla sempre più grande. Ero mossa dal coraggio e sicuramente è una sensazione adrenalinica che non mi ha mai abbandonato. Non sapevo e non so mai che finale avranno le sfide che decido di affrontare, ma sostengo da sempre che volere è potere e che si rischierà anche molto meno a restar fermi, ma che non sapremmo mai cosa ci siamo persi.

Una volta qualcuno mi disse:

«La tua arte non dipende da te. Se ti smuove qualcosa così fortemente dentro, un qualcosa di indefinito, allora vivitelo! Perché vuol dire che Qualcuno ti ha scelto fra tanti e l’ha messo in te»

Penso di sapere chi sia quel Qualcuno a cui si riferiva, lo stesso Qualcuno che non si è mai stancato di illuminare la mia strada pure quando sembrava non esserci più via d’uscita e nessun bagliore di speranza, ed io alla mia maniera ho scelto di VIVERE  quel qualcosa di indefinito e di trasmetterlo al resto del Mondo.  Ignota Pensante in arte *Julymrj*

lunaticreator ignota pensante

 

 

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