Il valore del numero 2

Se rinasco e rinasco donna, vorrei essere una di quelle ragazze americane che si vedono nei film. Una di quelle a cui la vita sorride sempre, e non conoscono i problemi. Già mi vedo: capelli lisci, bionda, coda alta, occhi azzurri e quel colore di pelle praticamente perfetto che non ha bisogno di nessun tipo di ritocco cosmetico, che non si ustiona al sole neanche senza protezione e che non conosce il significato della parola ruga. Ogni anno reginetta del ballo, che non cominciano neanche le danze senza la sua presenza, capitano delle cheerleader, con un tavolo riservato per lei e le sue amiche ogni giorno alla mensa scolastica, fidanzata con il ragazzo più figo della scuola e quaterback della squadra di football. Un padre imprenditore, una madre famosa nel mondo dello spettacolo, un fratello più grande su cui poter contare, un cane che porta il nome di una marca di biscotti. Avremmo tre ville: una in riva al mare con piscina, una in montagna con una Jacuzzi ultimo modello, ed una nella zona più IN della città. La mia stanza, anzi, le mie stanze sarebbero ognuna di un colore diverso, con uno di quei letti enormi, bianco, con la spalliera alta e tanti cuscini gonfi sopra, in un angolo una bacheca piena zeppa di foto scattate con le amiche che ritraggono momenti di vita mondana. Se rinasco voglio essere una di quelle ragazze, a cui va sempre tutto bene e che vivono senza pensieri. Se rinasco voglio essere una di quelle ragazze non che cadono in piedi, ma che non sanno neanche cosa significa cadere, di quelle che non prendono mai in considerazione questa possibilità, o la valutazione di un piano B, in quanto il loro piano A è l’unico e solo che va sempre in porto. Se rinasco voglio essere quel fottuto numero 1 che non si deve alzare all’alba e trovare un motivo per sorridere che ne sconfigga altri cento per cui a volte voler mandare tutto a puttane. Se rinasco è la parola “voglio” che desidero scoprire e non per forza rincorrere. A volte ci penso, proprio come adesso, durante quei vuoti a perdere in cui ti fermi e ti concedi una pausa da tutto quel caos che invade la tua mente, e così fantastichi su una vita che non è la tua, che non ti appartiene, su una vita che da qualche parte esiste e che sicuramente non fantastica sul come sarebbe essere qualcun altro, semplicemente perché ha ben altro su cui fantasticare tipo vacanze a 5 stelle, shopping tra i migliori marchi del lusso, ed il suo non saper cosa fare si può tradurre nel prendere un aereo e spostarsi verso un’altra città in un giorno qualunque, così come se nulla fosse decidendo all’ultimo minuto perché tanto può permetterselo, mentre il mio “non saper cosa fare” prende due direzioni: molto spesso non esiste perché studia non uno, ma più piani alternativi B, C, D, E… fa praticamente tutto l’alfabeto ed a volte lo ripete pure per più di una volta; oppure si traduce in un “qualità a basso costo = casa di nonna oppure trattoria” ed ecco che mentre quella ragazza bionda dalla coda alta e gli occhi chiari sfoggia carte di credito di un conto che non si prosciuga, io mostro i miei buoni pasto che spesso a causa di elevate commissioni molti non accettano, per cui salta la trattoria e in alternativa a casa di nonna, per quando non sei in trasferta, ti destreggi con le bacchette di un sushi che ormai muovi come un giocoliere. Poi ti fermi e pensi: “Nonostante tutto c’è anche chi non può permettersi neanche questo” e non è che ti faccia sentire più felice, assolutamente non ti rincuora, anzi, ti fa incazzare ancora di più. Perché? Beh, perché le disparità non dovrebbero esistere, non dovrebbero esserci differenze sociali, ma piuttosto parità di classi. Quella ragazza bionda che avrà sicuramente un nome da strafiga oltre che un corpo non conoscerà mai il senso del sacrificio, del sudore, della rinuncia, del rimandare a domani ciò che vorrebbe fare oggi, dove per domani si intende un lasso di tempo non determinato e probabilmente che mai arriverà, mentre qualcun altro in un’altra parte del mondo non per forza in un paese del Terzo Mondo, ma anche in uno Stato di quelli dove il tenore di vita non è poi così male, ma che proprio per questo si conosce al tempo stesso una povertà tenuta nascosta che ad arrancare fa anche più fatica perché deve mantenere sempre certi standard esiste una ragazza esattamente come lei, magari pure simili nelle fattezze, ma che annaspa ad arrivare a fine mese, non guida un auto di valore, ma si resta in piedi in un pullman affollato di tossici, non può chiedere supporto a nessuno perché non esiste nessuno su cui poter contare, che i pomeriggi non li trascorre dall’estetista, ma che guarda ore di tutorial per diventare anche un’estetista autodidatta così da poter esser sempre in ordine, che nella vita ha conosciuto solo stronzi ed egoisti per cui forse era meglio non perderci tempo, e l’unica cosa che le hanno trasmesso è stata quella di diventare di ghiaccio perché rischiare per un sentimento ha più volte capito che non può permetterselo, una ragazza semplice, ma non di quelle acqua e sapone, piuttosto di quelle che si diverte a mascherare le sue sofferenze con quanti più giochi di trucco riesca a imparare, una di quelle che quando arriva il giorno di paga aspetta già che si presenti quello del mese successivo, una di quelle che il mondo considera entro certi limiti, perché ha la presunzione che oltre non possa permettersi di avere, una di quelle che se avesse un terzo dei soldi che appartengono a quella bionda saprebbe come farli moltiplicare ed impiegarli al meglio non solo per se stessa, e questo perché è da anni che è costretta a far quadrare i conti con la paura di restare con l’acqua alla gola, ha acquisito lo “spirito di gestione” così lo chiamano, la biondina americana che immagino tra i miei pensieri invece ha acquisito soltanto “lo spirito” dei cocktail nei sabato sera. Allora poi mi fermo e rifletto, e con onestà mi rendo conto che a tutti piacerebbe avere una vita priva di preoccupazioni, che il denaro non compra la felicità, ma che neanche la evita, che la ragazza sfigata che magari rincorre un sogno forse non lo raggiungerà mai e vivrà con la speranza, il coraggio e la tenacia di farcela arricchendosi di valori, mentre quella bionda probabilmente neanche sa cosa significhi sognare, in quanto la sua vita già un sogno lo è, e di valori non accrescerà mai la sua anima proprio per questo. Per cui anch’io tiro alta la mia coda, ma non per muoverla adagiandomi da vamp, piuttosto quando lo faccio è per trattenere fermi tutti i miei pensieri, perché liberi prendono forme di domande introspettive e riflessive che spesso il mondo non desidera ascoltare, perché a volte riflettere lo conduce ad arrabbiarsi. Per cui meglio una vita da numero 1 senza neanche sapere come averla raggiunta, oppure una vita da numeri 2 che non diciamo stronzate desidereranno sempre sapere come sarebbe stato avere le tasche piene, ma che sicuramente sanno cosa vuol dire osservare un tramonto e dimenticandosi di aver nel portafogli solo una banconota da 5 euro con cui dovranno fare i conti fino a fine mese e di giorni ne manca ancora dieci…

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